09 marzo 2020


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[10:56:01] :

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“Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.”
(Atti 24:16)

Che bell’esempio e che lezione possiamo trovare in questa dichiarazione dell’apostolo Paolo nella sua testimonianza davanti al governatore Felice! Viviamo in un mondo disonesto e ingiusto. Questo diventa fin troppo evidente nella nostra vita quotidiana, particolarmente nel mondo degli affari, dove, attraverso bugie e inganni, vengono fatti accordi per ottenere i maggiori profitti. Come dovremmo comportarci in quanto cristiani in tali circostanze? Per rispondere a questa domanda, ricordiamo per prima cosa a noi stessi quale è lo scopo finale della nostra vita. Noi non siamo su questa terra per guadagnare mucchi di soldi, ma per glorificare Dio nella vita di tutti i giorni. Dobbiamo avere questo in mente nel nostro posto di lavoro, così da non essere influenzati dalla sete di profitti del mondo. Il versetto di oggi è un ulteriore aiuto: facciamo in modo che noi tutti possiamo avere una “coscienza pura” davanti a Dio e agli uomini. Siamo giusti e onesti al lavoro, anche se il nostro capo e i nostri colleghi agiscono diversamente. Potrà capitare di avere degli svantaggi come risultato. Ma cosa è questo se comparato con la gioia di vivere in armonia con Lui? Una coscienza pura non ha più valore di ricchezze e successo nel mondo? Possiamo essere sicuri di questo: se onorare Dio è la nostra priorità, Egli si prenderà cura di noi. “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

07 marzo 2020



“C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma finisce con il condurre alla morte.”
“Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre.”
(Proverbi 16:25; Giovanni 14:6)

Molti anni fa, quando la penisola superiore del Michigan era praticamente disabitata, due uomini partirono per raggiungere un nuovo campo minerario. Una mattina d’inverno iniziarono quella che speravano sarebbe stata la fase finale del loro viaggio. Durante la notte la neve caduta aveva quasi cancellato le tracce dei precedenti viaggiatori, eppure essi partirono fiduciosi. Più avanti andavano, più densa diventava la foresta attraverso cui stavano passando, così non potevano orientarsi attraverso il sole. Nonostante ciò continuarono, anche se in qualche modo preoccupati. Immaginate il loro sollievo quando incrociarono delle orme fresche nella neve. Due uomini li avevano da poco preceduti. Rassicurati, affrettarono i loro passi e dopo un’ora si sentivano sicuri di essere quasi vicini alla loro destinazione. Ma la luce del giorno stava diminuendo, e il campo non era in vista. Un’ombra si mosse rapidamente di fronte a loro, istintivamente misero le mani sui loro fucili. L’ombra, o piuttosto l’indiano, disse in un inglese elementare: “Uomini bianchi persi sul sentiero della morte”. In questo modo loro realizzarono il loro errore; le tracce che avevano seguito erano le loro, avevano girato in tondo! Quanti agiscono come loro, sperando di raggiungere il cielo affidandosi al proprio giudizio! Se questo è proprio il tuo caso, evita questa trappola mortale e segui l’unica Via per giungere lì: Gesù Cristo!
(Tratto da "The Good Seed" tradotto da Fasanella Grazia)

05 marzo 2020



Le case degli Egiziani saranno piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto. Ma in quel giorno io risparmierò la terra di Goscen, dove abita il mio popolo; lì non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, il SIGNORE, sono in mezzo al paese. Io farò distinzione tra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo"». Il SIGNORE fece così: vennero grandi sciami di mosche velenose in casa del faraone, nelle case dei suoi servitori e in tutto il paese d'Egitto. La terra fu devastata dalle mosche velenose.
(Esodo 8:21-24)

20 gennaio 2020




Isaia 64:12
Davanti a queste cose te ne rimarrai impassibile, o SIGNORE?
Tacerai e ci affliggerai fino all'estremo?


La domanda viene spesso ripetuta: “Perché Dio resta in silenzio se Egli realmente esiste? Perché permette tutte le ingiustizie e tutte le guerre che ci sono nel mondo? Perché permette che succedano incidenti e catastrofi?” Molte persone hanno queste domande e questi dubbi.
Dio, comunque, ha parlato e possiamo udire ancora la sua voce oggi. “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.” (Ebrei 1:1,2)
Sebbene pochi prendevano sul serio gli avvertimenti dei profeti ai tempi dell’Antico Testamento, Dio non cessava di parlare. Poi Cristo, il Figlio di Dio, venne sulla terra. Il fatto stesso che Dio ha mandato Suo Figlio nel mondo è di per sé un potente sermone. Dio stava preparando un’offerta finale affinché le persone si convertissero a Lui. Gesù parlava le “parole di Dio” e “Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo” (Giovanni 3:34; II Corinzi 5:19).
Ma gli uomini rifiutarono il Salvatore Gesù Cristo. Egli fu inchiodato ad una croce e cacciato fuori dal mondo di conseguenza tenebre, miseria e infelicità sono rimasti nel mondo. Quindi, a chi va il rimprovero, a Dio o all’umanità? Nondimeno Dio ha provveduto una via d’uscita ad ognuno, Egli ha dato, a chi riceve Suo Figlio Gesù Cristo, “il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1:12).
Chiunque crede in Gesù è salvato, diventa un figlio di Dio, conosce suo Padre anche se non può sempre comprendere le Sue Vie. Cristo così rimane la chiave per comprendere Dio. Dio che parla attraverso Suo Figlio è la risposta a tutte le nostre domande.
( Tratto da "The Good Seed" Tradotto Fasanella Grazia)

13 gennaio 2020


Isaia 63:9

In tutte le loro angosce.
Non fu un inviato, né un angelo
ma lui stesso a salvarli;
nel suo amore e nella sua benevolenza egli li redense;
se li prese sulle spalle e li portò tutti i giorni del passato;


Ad un chirurgo fu chiesto una volta quale fosse stato l’intervento più importante che avesse eseguito. Il dottore ci pensò su un momento, ne poteva ricordare molti che avevano richiesto tutte le sue capacità.
Poi ne raccontò uno che era stato particolarmente significativo per lui, ma per una ragione completamente diversa.
La probabilità di sopravvivenza della sua giovane paziente era solo del dieci per cento. La ragazza era così debole e fragile. Mentre la stavano preparando per l’anestesia lei disse: ”Dottore, io prego ogni sera prima di andare a dormire, mi piacerebbe pregare anche ora”. Il dottore le diede il suo permesso e, poiché in quel periodo lui stesso aveva delle difficoltà che lo rendevano infelice, le chiese di includerlo nella sua preghiera. La ragazza chiese a Gesù, il Buon Pastore, di proteggere il Suo agnello e di esserle vicino nelle tenebre e concluse con le parole: “E benedici il dottore!” Disse poi al chirurgo “Non ho paura perché Gesù mi ama e mi porterà attraverso questa operazione”.
Profondamente toccato da questa certezza di fede il chirurgo stesso pregò silenziosamente. Egli sentì che, affinché la vita della ragazza potesse essere salvata, la sua mano avrebbe avuto bisogno della guida di Dio. La giovane sopravvisse a quell’operazione. Il chirurgo sapeva che quel giorno aveva ricevuto capacità speciali.
Egli concluse il suo racconto con queste parole: “Quella ragazza mi ha insegnato che Gesù sicuramente mi porterà attraverso i miei problemi se metto tutto nelle Sue mani!”.

(Tratto da "The Good Seed" tradotto da Fasanella Grazia)

11 gennaio 2020



Salmo 45
Mi ferve in cuore una parola soave;
io dico: «L'opera mia è per il re;
la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore».
Tu sei bello, più bello di tutti i figli degli uomini;
le tue parole sono piene di grazia;
perciò Dio ti ha benedetto in eterno.
Cingi la spada al tuo fianco, o prode;
vestiti della tua gloria e del tuo splendore.
Avanza maestoso sul carro,
per la causa della verità, della clemenza e della giustizia;
la tua destra compia cose tremende.
Le tue frecce sono acuminate;
i popoli cadranno sotto di te;
esse penetreranno nel cuore dei nemici del re.
Il tuo trono, o Dio, dura in eterno;
lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.
Tu ami la giustizia e detesti l'empietà.
Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d'olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni.
Le tue vesti sanno di mirra, d'aloe, di cassia;
dai palazzi d'avorio la musica degli strumenti ti rallegra.
Figlie di re sono fra le tue dame d'onore,
alla tua destra sta la regina, adorna d'oro di Ofir.
Ascolta, fanciulla, guarda e porgi l'orecchio;
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre,
e il re s'innamorerà della tua bellezza.
Egli è il tuo signore, inchinati a lui.
E la figlia di Tiro ti porterà regali,
e i più ricchi del popolo ricercheranno il tuo favore.
Tutta splendore è la figlia del re,
nelle sue stanze;
la sua veste è tutta trapunta d'oro.
Ella sarà condotta al re avvolta in vesti ricamate;
seguita dalle vergini sue compagne,
che gli saranno presentate;
saranno condotte con gioia ed esultanza;
ed esse entreranno nel palazzo del re.
I tuoi figli prenderanno il posto dei tuoi padri;
li farai prìncipi su tutto il paese.
Io renderò celebre il tuo nome per ogni età;
perciò i popoli ti loderanno in eterno.

02 gennaio 2020

Salmo 150

Lode suprema a Dio

Alleluia.
Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nella distesa dove risplende la sua potenza.
Lodatelo per le sue gesta,
lodatelo secondo la sua somma grandezza.
Lodatelo con il suono della tromba,
lodatelo con il saltèrio e la cetra.
Lodatelo con il timpano e le danze,
lodatelo con gli strumenti a corda e con il flauto.
Lodatelo con cembali risonanti,
lodatelo con cembali squillanti.
Ogni creatura che respira,
lodi il SIGNORE.
Alleluia.

26 dicembre 2019




SCEGLI

Luca 10: 38-42

Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”

Maria aveva scelto bene, stava ai piedi di Gesù per ascoltare la parola. Tutti noi siamo chiamati a scegliere, ogni giorno, infatti la vita è fatta di scelte, di decisioni. A volte queste scelte, pur essendo buone, non coincidono con il volere di Dio. Era encomiabile la scelta di Marta, servire Gesù, eppure il Maestro non desiderava il servizio, ma l’adorazione. Anche tu sei davanti ad una scelta, ti preoccupi più del lavoro di cosa pensano gli altri o di cosa pensa Dio? Scegli Cristo e presentati ai piedi della croce, dichiara al Signore il tuo fallimento, solo così otterrai misericordia e perdono. Ricordati Maria ha scelto la parte migliore.

10 dicembre 2019




“C’è chi fa il ricco e non ha nulla, e c’è chi fa il povero e ha grandi beni.”
Proverbi 13:7

Le ricchezze non sono sempre sinonimo di prosperità e benessere, alcuni pur possedendo grandi beni, non ne godono. La bibbia non presenta le ricchezze come qualcosa di sbagliato, “Se le ricchezze abbondano, si distacchi da esse il vostro cuore” (Salmo 62:10), ma il vero problema è il cuore, la cupidigia il desiderio smodato di accumulare, pensando di essere al sicuro da rischi e pericoli che si abbattono in questa vita. Il proverbio citato parla di ricchezze che vengono dal cuore, come la ricchezza del proprio io, dell’orgoglio, della conoscenza, ecc… Cristo è Colui che ha dimostrato la vera povertà, quando, per amore nostro, ha lasciato la gloria del cielo e si è fatto povero pur essendo ricco “…il quale, essendo ricco, si è fatto povero” (cf.2 Cor. 8:9). Gesù attraverso la Sua povertà ci ha salvati. Davanti al Signore non serve essere ricchi, serve essere umili e sottomessi per ricevere qualcosa di glorioso. La salvezza in Cristo si riceve per grazia, chiedi al Signore di renderti povero, così da poter comprendere il vero significato della croce. “Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.” (Matteo 5:3) Quale sarà la tua scelta “fare il ricco” o il povero? Accetta Cristo Gesù e tu farai il povero qui sulla terra, ma sarai ricco nel cielo.

29 novembre 2019


LE PRIORITÀ PER UNA VITA ED UN SERVIZIO CRISTIANO



Testo: 1Samuele 8:1-5

In questo studio parleremo delle priorità che un cristiano deve avere par dare al Signore un servizio efficace ed una vita completamente consacrata. Il nostro testo ci parla dell’errore di Samuele,  egli andava a svolgere il suo servizio di giudice per tutto Israele,  aveva una comunione profonda con il Signore e tante altre virtù spirituali. Ma aveva trascurato la sua famiglia e di conseguenza quando divenne anziano ed avanti con l’età, nominò i suoi figli giudici ma nessuno di questi seguiva le orme del padre, anzi si lasciavano facilmente corrompere. Il risultato di tutto questo fu che Israele ebbe una valida occasione per chiedere un re.

Ci sono molti validi servitori del Signore che commettono lo stesso errore, pensando che il servizio sia la cosa più importante e lo è, ma il servizio fa parte di una serie di priorità,cioè bisogna dargli il giusto posto nella vita cristiana, perché se trascuriamo le altre priorità rischiamo di trovarci con dei pesi che difficilmente  potremo portare con conseguenze disastrose.

Certamente ci domandiamo ma quali sono queste priorità? Sono molto semplici e pratiche, servono a dare il giusto equilibrio alla nostra vita cristiana, eccole: Il Signore, te stesso, la famiglia, la chiesa locale, la testimonianza.

  1. IL SIGNORE

a.      In principio Iddio [Genesi 1:1]

La prima cosa che dobbiamo capire è quella di mettere il Signore al primo posto, per un cristiano è fondamentale  che ogni pensiero, ogni azione, ogni progetto, ogni cosa, abbia la consapevolezza che il  Signore è colui che approva o disapprova i nostri desideri. Egli ha l’ultima parola.

Conosciamo il Signore  [Osea  6:3]

Conoscere sempre di più il Signore, ci porta a scoprire il Suo infinito Amore, la Sua bontà, la Sua misericordia. Non dobbiamo accontentarci di una conoscenza superficiale, [Salmo 19:1]ma più approfondiamo la Sua conoscenza e più siamo spinti dalla fede ad amarlo e servirlo, e tutto ciò può avvenire solo attraverso la lettura della Sua Parola e la preghiera che sono fondamentali per avere una vita cristiana vittoriosa.

b.       Riconoscerlo in tutto ciò che facciamo [Proverbi 3:6]

Sembra quasi un gioco di parole ma riconoscere il Signore in ogni nostro progetto, in ogni nostra iniziativa ecc…, significa avere una vita arresa nelle Sue mani e che confida in Lui [Proverbi 3:5]. Questo atteggiamento  non ci deve indurre a pensare che dobbiamo rinunciare alla nostra personalità, ma dobbiamo essere onorati di collaborare con Lui ed ascoltare il Suo parere.

c.         Dargli l’adorazione, la lode, l’onore e la gloria   [Salmo 29:1-2 ]

L’adorazione, la lode, devono essere la priorità assoluta per un cristiano, perché sono il mezzo per ricevere la benedizione divina, tante volte le sostituiamo con parole ripetute per abitudine, per dar spazio alle nostre richieste, non sapendo che il Signore già conosce le nostre necessità, ma la nostra sollecitudine a volte ci fa dimenticare che se non entriamo prima alla presenza del Signore non otterremo nessuna risposta, saremmo come quelli che gridano in un cortile verso una finestra dalla quale non si affaccerà nessuno per ascoltarli.[Giacomo 4:2-3 ].Dobbiamo entrare in casa.   

d.      E’ il Signore della nostra vita [Salmo 44:4]

Il nostro arrendi mento al Signore deve essere totale, non possiamo dargli solo la metà del nostro cuore o soltanto una parte il Signore lo vuole tutto [Proverbi 23:26]. Se il Signore regna nella nostra vita, avremo vittoria sulle malattie, sulle difficoltà della vita anche quando tutto sembra senza speranza, Egli ci indicherà la via d’uscita.

Ci sarebbero molte altre caratteristiche del Signore di cui potremo parlare, ma per adesso ci fermiamo qui, Il Signore sicuramente ci rivelerà personalmente cose meravigliose che non sentiremo predicare da nessun pulpito, sempre che continuiamo a metterlo al primo posto.

  1. TE STESSO

a.      Cura il tuo rapporto con il Signore [Deuteronomio 6:5]

Il  Signore ci ama di un amore immenso e desidera avere un rapporto intimo con noi, quindi dobbiamo studiarci di ricambiare questo amore anche se non potremo ricambiarlo nella stessa misura perché umanamente siamo limitati [Giovanni 15:17]. Quindi dobbiamo fare tutto ciò che a Lui piace. La tua lode, la tua adorazione e la tua preghiera, il tuo servizio devono essere guidate dallo Spirito Santo [Romani  8: 26-27].

b.      Cura il tuo corpo [1Corinzi 3:16-17]

E’ importante che il nostro corpo sia curato in maniera equilibrata, non dobbiamo mai eccedere in un senso o nell’altro, anche qui dobbiamo chiedere aiuto allo Spirito Santo, visto che siamo il Suo tempio, dobbiamo saperci regolare  nel cibo, ci sono dei cristiani che sono obesi e il mangiare  “squisiti pranzetti” li porta a combattere con le conseguenze di questi  cibi, (disturbi intestinali, mal di stomaco, cardiopatia con un alto rischio di diabete o infarto ecc.). Ma ci sono altri invece che vanno all’altro estremo cioè rinunciano al cibo perché vogliono mantenere una certa linea, riducendo il proprio corpo ad un mucchietto d’ossa che cammina. Una sana alimentazione ed un equilibrata attività sportiva, tipo: una passeggiata a piedi o in bicicletta ci farà solo che bene. Il Signore desidera che noi godiamo di quello che ci ha donato ma in modo giusto, affinché il nostro corpo sia sempre in ottima forma, per poterlo servire.

c.       Cura la tua mente e i tuoi pensieri [Filippesi 4: 8]

C’è tanta letteratura, ci sono tanti film, tante pubblicità, tante vuote canzoni che cercano di offuscare la nostra mente, mettendoci in condizioni di non saper reagire in modo razionale. Per questo il Signore ci chiama a nutrire la nostra mente ed i nostri pensieri con la Parola di Dio, che ci protegge come un elmo protegge un soldato [Efesini 6:17].Nell’Antico Testamento, i sacerdoti indossavano  la tiara che era un turbante da mettere sul capo, su questo turbante vi era una targa d’oro puro con la scritta “Santo al Signore”[Esodo 28:36-38] la nostra mente, i  nostri pensieri devono essere puri davanti al Signore, dobbiamo abbandonare i cattivi pensieri che cercano di turbare la nostra comunione con Dio, evitiamo quindi di leggere letteratura cattiva, evitiamo di guardare programmi o film e canzoni che con la loro volgarità cercano di coinvolgere anche il nostro comportamento, ricordiamoci che il Signore vuole santificarci, ed Egli può farlo solo con la nostra piena collaborazione.

d.      Essere di esempio [Ecclesiaste 7:1]

Quello che siamo, parla molto di più di ciò che diciamo. Il nostro modo di esprimerci, le nostre azioni, il nostro abbigliamento sono ben visibili a quanti ci circondano. Dobbiamo imparare ad essere temperati in ogni cosa, dobbiamo parlare come si conviene a dei figliuoli di Dio; il nostro primo esempio è dentro le mura domestiche, verso la nostra famiglia, evitiamo  di urlare se è possibile affinché i nostri vicini possano sempre avere un buon esempio da noi. Sul nostro lavoro, facendo sempre il nostro dovere e sopportando i  colleghi di carattere difficile.

In altre parole, facciamo in modo che il nostro vivere quotidiano possa essere guidato dallo Spirito Santo, così potremo conquistare anime al Signore anche senza parole  ma con fatti concreti affinché  la nostra reputazione sia buona.[Atti 4:13]

  1. LA FAMIGLIA

a.      Amare la propria moglie [Efesini  5:25]

La moglie è la parte che insieme al marito forma la famiglia, dare quindi tutto il nostro amore e la massima considerazione per il ruolo che Dio gli ha affidato, significa amarla come Cristo ha amato la Chiesa; evitiamo di creare dispiaceri, evitiamo di trascurarla per cose futili ed anche per cose che a noi sembrano importanti. Lei è il nostro aiuto convenevole e quindi dobbiamo condividere tutti i nostri problemi, i nostri progetti, le nostre preghiere ed il nostro servizio insieme, anche perché è lei che si cura dell’educazione dei nostri figli e dell’amministrazione della nostra casa [Proverbi 31] questo capitolo ci descrive tutte le virtù di una buona moglie.



b.      Amare il proprio marito [Efesini 5:22-24]

 La sottomissione citata in questi versetti, non significa essere schiave del marito, ma il               rispetto e l’amore che ogni moglie deve avere nei suoi confronti, e deve contribuire alla crescita spirituale e materiale del proprio congiunto con dedizione, pazienza e abnegazione. E’ importante che lo seguano in ogni cosa, ma pronte a correggere in modo privato e con amore, le cose che non sono condivise in piena libertà di dialogo, essendo di esempio ai propri figli che impareranno dal loro comportamento ad essere dei ragazzi ben educati all’amore verso il Signore e ai propri genitori [Proverbi 13:1].

c.       Educare i propri figli [Salmo 128:3-4]

Come genitori abbiamo l’onore e l’onere, di educare ed amare i nostri figli che non sono nostri, ma sono un dono che ci viene dal Signore [Salmo127:3-5] e quindi dobbiamo fare del nostro meglio affinché possano anch’essi conoscere ed accettare il Signore come loro personale Salvatore. Come abbiamo detto il nostro esempio è fondamentale per loro, saperli ascoltare,dargli i giusti consigli, insegnare loro l’ubbidienza e sapergli dare la giusta correzione, senza irritare la loro personalità [Efesini 6:4], fa parte di quello che abbiamo imparato dall’esperienza della vita, ma soprattutto ciò che impariamo ogni giorno alla scuola del Signore.

I nostri figli non potranno amare la chiesa e la fratellanza se noi disertiamo i culti, non possono imparare ad avere rispetto per i nostri conduttori se ci sentono criticare l’opera che essi svolgono;  oppure non possono amare la preghiera e la Parola di Dio se non ci vedono pregare e meditare la Bibbia o magari non li coinvolgiamo in questa sana attività quotidiana. Insegniamo loro a rispettare le autorità,  di applicarsi nello studio, ad essere rispettosi e tolleranti verso i loro compagni, scegliendo bene le proprie amicizie. Come genitori dobbiamo vigilare su questo, informandoci sulle famiglie di quest’ultimi, dei luoghi che frequentano ecc. Facciamo in modo che tutto contribuisca alla crescita spirituale e sociale dei nostri figli.  

  1. LA CHIESA LOCALE ED IL SERVIZIO CRISTIANO [ECCLESIASTE 5:1]

a.      La nostra comunità locale è il luogo dove il Signore incontra i Suoi figli, è nella comunità che il credente gode della presenza del Signore e della comunione fraterna [Salmo 133], andare alla casa del Signore con gioia e non per abitudine, [Salmo 122:1].

b.      Andiamo con il giusto atteggiamento, presentandoci al Signore con la nostra offerta di lode e adorazione, contribuendo con il canto, la preghiera e la testimonianza [Salmo 29:1-2]. Offriamo il nostro culto con santa riverenza, discernendo bene ciò che facciamo, chiedendo aiuto allo Spirito Santo, il quale presenterà la nostra offerta come Dio gradisce [Romani 8:26-27].

c.       Portiamo con noi la nostra famiglia, è importante che i nostri figli vengano insieme a noi alla casa del Signore, iscriviamoli alla scuola domenicale, la riunione dei giovani e verifichiamo il loro progresso, ma cerchiamo in qualche maniera di tenerli vicini a noi nelle riunioni settimanali. Partecipiamo alle attività della comunità: l’evangelizzazione, culti all’aperto, riunioni speciali ecc., sapendo che il Signore si serve di persone attive e dinamiche [1Re 19 :19].

d.      Non disertiamo le riunioni di culto per futili motivi, se siamo stanchi fisicamente, nel Signore troveremo il giusto riposo, perché privarci della benedizione del Signore compromettendo così anche il servizio che svolgiamo nella nostra comunità? Il Signore non ci affiderà mai un ministerio  o un servizio particolare, se saremo dei cristiani superficiali e carnali.[1Corinzi 3:1].

  1. LA TUA TESTIMONIANZA  [ATTI 16:1-2]

a.      Abbiamo già toccato questo argomento, ma vogliamo approfondire alcuni aspetti. Una buona testimonianza dobbiamo darla nella nostra casa, ai nostri vicini [Atti 22:12], non possiamo predicare bene e fare il contrario di ciò che diciamo, la gente ci osserva ed è pronta a puntare il dito, ma come abbiamo già detto il nostro obiettivo è quello di conquistare anime al Signore anche senza parole. [ 1Pietro 2:11-12].

b.      La nostra buona testimonianza verso i nostri fratelli [ Atti 6:3], la nostra condotta è determinante per la fratellanza, se vogliamo conquistare la fiducia ed il rispetto, dobbiamo essere dei veri cristiani [Atti 11:22-24]. Ogni ipocrisia, ogni cattiva azione sarà smascherata dal Signore [ Atti 5:3].

c.       Nei nostri rapporti sociali, a scuola, sul posto di lavoro, è importante non accettare compromessi, ma dobbiamo avere fermezza, perché sappiamo che al Signore non piace barattare la Sua grazia con gli interessi del mondo [Atti 4:19-20].

Come vedete, ci sono delle priorità importanti che dobbiamo adempiere per rendere più efficace il nostro servizio al Signore, non possiamo stravolgere quest’ordine, altrimenti commetteremo lo stesso errore di Samuele. Tutto questo si può realizzare solo con la nostra vita arresa all’opera dello Spirito Santo ed il nostro cuore ripieno dell’Amore di Dio [1Corinzi 13].

( Scritto da un caro fratello in Cristo che è stato chiamato alla casa del Padre )

08 novembre 2019




                                                 Dio è amore
1Giovanni 4:8

Molti hanno abusato di questo attributo di Dio, “Dio è amore”. La visione dell’amore di Dio non corrisponde al concetto d’amore che hanno gli uomini. Colui che dice: “Dio è amore” è uno che ha conosciuto Gesù il Figlio di Dio, è stato sul suo seno, ha ricevuto i Suoi consigli, ha realizzato il sacrificio di Cristo. L’amore umano ha come principio non il donarsi ma il ricevere, un amore fondato sull’egoismo, sugli interessi personali. Scriveva l’apostolo Paolo: “Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire;” (Romani 7:5) Colui che ha fatto conoscere l’amore di Dio è Cristo Gesù: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” Questo verso non è solo una definizione biblica, ma è il carattere immutabile ed incondizionato di Dio, “Dio ha tanto amato…” L’insegnamento che Gesù ha dato intorno all’amore di Dio esula dall’amore cosiddetto di proprietà, tutto è mio, tutto mi è dovuto, il mondo gira intorno a me. Dio ha adempiuto fedelmente il Suo disegno benevolo. Dio ti ama, a prescindere da chi tu sia, Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati. Concludo con la citazione di un uomo che ha conosciuto il Signore e vive per il Signore: “Come funziona la religione: se obbedisco, allora Dio mi amerà e mi accetterà. Mentre il Vangelo dice: “Sono amato e accettato, quindi desidero obbedire.” Dio disse al profeta Daniele: “ Non temere, o uomo molto amato! La pace sia con te. Coraggio! Sii forte!” Dio questa mattina ti dice le stesse parole di Daniele. Tu come risponderai?

06 novembre 2019




La congiura

2 Samuele 15:1-31

Dopo queste cose, Absalom si procurò un cocchio, dei cavalli, e cinquanta uomini che correvano davanti a lui. Absalom si alzava la mattina presto e si metteva da un lato della via che conduceva alle porte della città; quando qualcuno aveva un processo e si recava dal re per chiedere giustizia, Absalom lo chiamava e gli chiedeva: “Di quale città sei?” L'altro gli rispondeva: “Il tuo servo è di tale e tale tribù d'Israele”. Allora Absalom gli diceva: “Vedi, la tua causa è buona e giusta, ma non c'è chi sia delegato dal re per sentirti”. Poi Absalom aggiungeva: “Oh, se facessero me giudice del paese! Chiunque avesse un litigio o reclamo verrebbe da me e io gli farei giustizia”. Quando uno gli si avvicinava per prostrarsi davanti a lui, egli gli porgeva la mano, l'abbracciava e lo baciava. Absalom faceva così con tutti gli Israeliti che venivano dal re per chiedere giustizia; in questo modo Absalom conquistò il cuore della gente d'Israele. Quattro anni dopo, Absalom disse al re: “Ti prego, lasciami andare a Ebron a sciogliere un voto che ho fatto al SIGNORE. Infatti, durante la sua residenza a Ghesur, in Siria, il tuo servo fece un voto, dicendo: Se il SIGNORE mi riconduce a Gerusalemme, io servirò il SIGNORE a Ebron”. Il re gli disse: “Va' in pace!” Così egli si alzò e andò a Ebron. Intanto Absalom mandò degli emissari per tutte le tribù d'Israele, a dire: «Quando udrete il suono della tromba, direte: "Absalom è proclamato re a Ebron"“. Con Absalom partirono da Gerusalemme duecento uomini, i quali, essendo stati invitati, partirono in tutta la loro semplicità, senza sapere nulla. Mentre offriva i sacrifici, Absalom mandò a chiamare Aitofel, il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo. La congiura si rafforzava e il popolo diventava sempre più numeroso attorno ad Absalom. Venne a Davide un messaggero, che disse: «Il cuore degli uomini d'Israele si è volto verso Absalom”. Allora Davide disse a tutti i suoi servi che erano con lui a Gerusalemme: “Alzatevi, fuggiamo; altrimenti, nessuno di noi scamperà dalle mani di Absalom. Affrettatevi a partire, affinché, con una rapida marcia, non ci sorprenda, piombandoci rovinosamente addosso e mettendo la città a fil di spada”. I servitori del re gli dissero: “Ecco i tuoi servi, pronti a fare tutto quello che piacerà al re, nostro signore”. Il re dunque partì, seguito da tutta la sua casa, e lasciò dieci concubine a custodire il palazzo. Il re partì seguito da tutto il popolo, e si fermarono a Bet-Merac. Tutti i servitori del re camminavano al suo fianco; e tutti i Cheretei, tutti i Peletei e tutti i Ghittei, che in seicento erano venuti da Gat al suo seguito, camminavano davanti al re. Allora il re disse a Ittai di Gat: «Perché vuoi venire anche tu con noi? Torna indietro e rimani con il re; perché sei un forestiero e per di più un esule della tua patria. Tu sei arrivato solo ieri e oggi ti farei andare errando qua e là con noi, mentre io stesso non so dove vado? Torna indietro e riconduci con te i tuoi fratelli; siano con te la bontà e la fedeltà del SIGNORE!” Ma Ittai rispose al re e disse: “Com'è vero che il SIGNORE vive e che vive il re mio signore, in qualunque luogo sarà il re mio signore, per morire o per vivere, là sarà pure il tuo servo”. Allora Davide disse a Ittai: «Va' pure avanti!” Ittai, il Ghitteo, passò avanti con tutta la sua gente e con tutti i bambini che erano con lui. Tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo passava. Il re attraversò il torrente Chidron. Anche tutto il popolo l'attraversò, prendendo la via del deserto. C'era anche Sadoc con tutti i leviti, i quali portavano l'arca del patto di Dio. Mentre Abiatar saliva, essi posarono l'arca di Dio, finché tutto il popolo non ebbe finito di uscire dalla città. Il re disse a Sadoc: “Riporta in città l'arca di Dio. Se io trovo grazia agli occhi del SIGNORE, egli mi farà tornare e mi farà vedere l'arca e la sua dimora; ma se dice: "Io non ti gradisco!", eccomi, faccia di me quello che egli vorrà”. Il re disse ancora al sacerdote Sadoc: “Vedi? Torna in pace in città con tuo figlio Aimaas e con Gionatan, figlio di Abiatar; i vostri due figli con voi. Guardate, io aspetterò nelle pianure del deserto, finché mi sia recata qualche notizia da parte vostra”. Così Sadoc e Abiatar riportarono a Gerusalemme l'arca di Dio e abitarono là. Davide saliva il monte degli Ulivi; saliva piangendo e camminava con il capo coperto, a piedi scalzi; e tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva.
Qualcuno venne a dire a Davide: «Aitofel è con Absalom tra i congiurati”. Davide disse: “O SIGNORE, rendi vani i consigli di Aitofel!”

Absalom figlio di Davide, mosso dall’ambizione sedusse il popolo d’Israele con le sue lusinghe e la sua apparente disponibilità. Architettò una congiura contro suo padre al punto tale che Davide dovette scappare via con tutti i suoi servi che erano a Gerusalemme. Perfino Aitofel, consigliere di Davide, ed il popolo d’Israele si volsero dalla parte di Absalom.
Il cuore di Absalom rispecchia un po' quello di tanti uomini di oggi: l’egoismo, la sete di potere e l’ambizione fanno da padrone, sono disposti a qualsiasi cosa pur di ottenere quello che vogliono. Quest’uomo pensava di conquistare il popolo con promesse e patti pur di ottenere il trono di suo padre.
Davide è la figura di un uomo che si rimette nelle mani di Dio e rifiuta di rendere male per male. Davide amava Absalom perché era suo figlio, lo aveva generato, lo aveva curato fin dalla sua tenera età, come poteva fargli del male? Questo atteggiamento è tipico del figlio di Dio: Cristo Gesù. Egli non ha ricambiato col male quando è stato accusato dai Giudei e poi crocifisso dai Romani, anzi in qui momenti di sofferenza ha pregato per il popolo, si è sottomesso all’azione oltraggiosa degli uomini pur di salvare l’umanità. Gesù, attraverso la sua morte e la Sua risurrezione, ha promesso la vita. Quale sarà la tua risposta? Accetterai o rifiuterai? Sarai come Absalom o come Davide?

Atti 2 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di ...