16 marzo 2020

Bisogna dipendere da Dio

Dopo che ebbero cantato l'inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: “Questa notte voi tutti avrete in me un'occasione di caduta; perché è scritto: “Io percoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse”. Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea”. Pietro, rispondendo, gli disse: “Quand'anche tu fossi per tutti un'occasione di caduta, non lo sarai mai per me”. Gesù gli disse: “In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E Pietro a lui: “Quand'anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.
(Matteo 26:30-35)

Gesù stava rivelando ai suoi ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco. Tutti sarebbero stati dispersi a motivo della Sua morte, ma poi rivela che Egli sarebbe risuscitato “Ma dopo che sarò risuscitato”. Gesù voleva far conoscere il piano di salvezza di Dio, la Sua morte e la Sua resurrezione. E’ fondamentale questa verità, eppure Pietro commette un errore, anche se sincero ed onesto “Quand'anche tu fossi per tutti un'occasione di caduta, non lo sarai mai per me”, “Quand'anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò”, Pietro era stato con Gesù e non aveva compreso che nell’ora della sofferenza, nell’ora più buia della vita bisognava confidare nell’assistenza divina. Troppo spesso molti fanno questo errore, superare le difficoltà senza l’aiuto di Dio. Eppure la Bibbia è chiara a tal riguardo “…perché senza di me non potete fare nulla”. (Giovanni 15:5) La vita spirituale ha un solido fondamento, Cristo, e tutto ruota intorno a Lui, lungi da noi appoggiarci sul nostro discernimento o capacità o conoscenza. Pietro credeva realmente che sarebbe rimasto fedele a Gesù, che gli sarebbe stato vicino, che non lo avrebbe rinnegato, ma purtroppo non conosceva la sua fragilità. Noi dobbiamo conoscerla e metterla nelle mani del Signore, nelle mani di Colui che vuole darci tutta la forza della Sua grazia e darci vittoria in ogni battaglia. Se Gesù non avesse dato la Sua vita, l’uomo sarebbe vissuto nel peccato. Ringraziato sia il Signore per il Suo sacrificio. Dio non ha bisogno di “sostenitori umani” ma di figli ubbidienti che perseverano nelle Sue parole e sono disposti a seguire il Signore a costo della loro vita, a perseverare nel confessare Cristo. E’ importante quello che segue quando Gesù fu arrestato e giudicato. E’ scritto di Pietro : “Ma egli prese a imprecare e a giurare: " Non conosco quell'uomo di cui parlate”. (Marco 14:71) Quando Gesù risorse nel vangelo di Giovanni è scritto: “Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!” Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la veste, perché era nudo, e si gettò in mare”. (Giovanni 21:7) Pietro era venuto meno alle sue parole, ma Gesù no, “In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte” , “Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea”. Questo è Gesù, Colui che fa ciò che dice. Caro amico continua a confidare nel Signore e dipendi da Lui in ogni circostanza. Dio ti benedica!
(Caracciolo Raffaele)

15 marzo 2020








https://www.youtube.com/watch?v=K6DVVZWnbds

VUOI VEDERE IL SIGNORE?

Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via”. Tommaso gli disse: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?” Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete visto”. Filippo gli disse: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gesù gli disse: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
(Giovanni 14:1-14)

Era vicina la dipartita di Gesù ed Egli incoraggia i suoi ad avere fede in Dio ed in Lui. Gesù stava rivelando la Sua missione, lo scopo della Sua venuta sulla terra: Egli è l’unica via, l’unica verità e l’unica vita. Da Lui dipende la salvezza. Qual è questo luogo di cui Gesù parla? Potrebbe essere il Golgota, perché è lì che Cristo avrebbe attirato tutti a Sé, tutti coloro che avrebbero creduto in Lui, ma sicuramente è il Cielo, un posto glorioso, dove saranno raccolti tutti i credenti di ogni lingua e nazione. Filippo rivolge una domanda a Gesù: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”, i discepoli erano stati con Gesù, avevano visto cose meravigliose eppure Filippo dice: “ mostraci il Padre”, senza comunione non è possibile la rivelazione. Ciò che rende vivo il nostro rapporto con Dio è proprio la comunione, senza questa non potremmo scoprire “le insondabili ricchezze di Cristo” (Efesini 3:8). Gesù è Dio, questi versi ne sono la prova inconfutabile, “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Quanti sedicenti dottori delle scritture dubitano di Cristo, ma questi versi dovrebbe mettere a tacere ogni perplessità intorno alla Sua Deità. Voglia lo Spirito Santo rivelarlo a quanti sono sinceri ed hanno realmente desiderio di conoscere il Cristo della Bibbia. “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto”, il tempo non garantisce la conoscenza, possiamo passare ore e ore con qualcuno e non conoscerlo. Conoscere il Signore significa viverlo, ubbidirgli, sottomettersi, la teoria da sola non porta alla vera conoscenza, deve essere seguita dalla pratica, solo allora riusciremo ad avere una vera conoscenza, Giacomo 1:22 scrive: “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.” La delusione può nascere in quanti sottostimano la Parola, ritenendola antica ed obsoleta, non più al passo con i tempi. Sappi questo, i tuoi occhi si apriranno solo se hai fede “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” (Ebrei 11: 6). Non porti tante domande, credi nel Figlio di Dio, accetta il Suo sacrificio espiatorio. E’ grazie alla Sua giustizia che sei stato reso giusto, com’è scritto nella lettera ai Romani “…al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.” (Romani 3: 26)
(Caracciolo Raffaele)

13 marzo 2020

IMITIAMO I BEREANI

Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei. Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così. Molti di loro, dunque, credettero, e così pure un gran numero di nobildonne greche e di uomini. Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che la Parola di Dio era stata annunciata da Paolo anche a Berea, si recarono là, agitando e mettendo sottosopra la folla. 14 I fratelli, allora, fecero subito partire Paolo, conducendolo fino al mare; ma Sila e Timoteo rimasero ancora là.
Quelli che accompagnavano Paolo, lo condussero fino ad Atene, e, ricevuto l'ordine di dire a Sila e a Timoteo che quanto prima si recassero da lui, se ne tornarono indietro.

(Atti 17:10-15)

Sono convinto che la bugia più pericolosa sia quella che è quasi vera. Il credente rigenerato riesce a riconoscere la maggior parte delle truffe pseudo-cristiane che vede online, in TV o dal pulpito. Ma Satana non sempre dispiega i suoi inganni attraverso ciarlatani superficiali, spesso li occulta con cura nell'ambito del cristianesimo ortodosso. Sempre più falsi insegnanti nascondono le loro eresie nei cavilli della sana dottrina. E come le termiti che devastano una casa, i segni del disastro sono evidenti solo dopo che il danno è fatto.  Abbiamo bisogno di un discernimento biblico affilato come arma di difesa in prima linea, contro le invasioni furtive dell'errore teologico. Paolo e Sila incontrarono questo tipo di discernimento nei loro viaggi missionari quando ministrarono i Giudei a Berea. Luca descrisse gli ebrei di Berea in questo modo: ” Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così. Molti di loro, dunque, credettero (Atti 17:11–12). La familiarità dei Bereani con la Scrittura dell'Antico Testamento li equipaggiò per abbracciare il nuovo insegnamento che stavano ascoltando da Paolo. Non erano ingenui, ma non erano nemmeno incapaci di imparare qualcosa di nuovo, a condizione che potesse essere confermato dalla Parola di Dio. John MacArthur lo descrive in questo modo: "I Bereani ricevettero la parola con grande entusiasmo, esaminando quotidianamente le Scritture, per vedere se le cose predicate da Paolo stavano così. Erano aperti alla verità e cercavano nella Parola sé stessi. Non c'è da stupirsi che Luca li descriva come più nobili di quelli di Salonicco." Tale esame è tradotto con anakrin, una parola talvolta usata in un'indagine giudiziaria. I nobili Bererani setacciarono attentamente le prove e conclusero che il Vangelo che Paolo proclamò era la verità che adempì la promessa dell'Antico Testamento. I Bereani davano massima importanza e autorevolezza alla Scrittura. Essa fu l'arbitro finale sulla loro valutazione della predicazione di Paolo. Attraverso la scrittura, furono in grado di pesare le parole di Paolo sulla bilancia della loro approfondita analisi biblica. La Scrittura era il filtro accurato ed efficace dei Bereani per ricevere la verità e respingere l'errore. Il fatto che leggevano le Scritture “ogni giorno” indicava anche un alto grado di alfabetizzazione biblica. Non si limitavano a immergere le loro diciture nella lettura delle storie preferite e nella memorizzazione di “versi della vita". Erano completamente immersi nella Parola di Dio, la studiavano insieme collettivamente, ed erano in grado di scoprire e identificare la storia di Cristo intessuta in tutto l'Antico Testamento. Nella bibbia non c'è alcuna menzione dei Bereani che si consultano con fonti diverse dalla Scrittura. Era sufficiente la fede nella Scrittura ed è evidente che loro la usavano come regola fondamentale della loro fede.
La chiesa di Berea non esiste più, ma la sua eredità continua a vivere nella Chiesa, mentre esaminiamo attentamente la Scrittura nel discernere la verità dall'errore. I lupi moderni vagano tra il gregge di Dio in sofisticate pelli di pecora. Il discernimento è necessario per intercettare questi lupi prima che varchino la soglia dell’ ingresso delle nostre chiese. Credere ingenuamente che queste minacce non siano applicabili nel contesto ecclesiastico attuale significa comprare la menzogna che il nemico vuole venderti. Dalle parole di John MacArthur:
"I cristiani non dovrebbero essere ingenui. Non dobbiamo chiudere un occhio sul pericolo. Non dobbiamo fare amicizia con le opere infruttuose delle tenebre, "Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele;" (Efesini 5:11) Non possiamo essere onnicomprensivi permettendo ai falsi insegnanti di infiltrarsi ed essere distruttivi.





12 marzo 2020

Il Buon Pastore ti conosce
Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio.
(Giovanni 10:14-18)

La mia considerazione è dettata dal fatto che il buon Pastore conosce le sue pecore. In natura non è possibile che un pastore possa conoscere il suo gregge e chiamare per nome ogni sua pecora, le riconoscerà sicuramente da un numero etichettato sull’orecchio oppure segnato da un marchio. Il nostro Dio invece ci conosce personalmente, la Sua conoscenza è profonda “come il Padre mi conosce e io conosco il Padre”, lo stesso rapporto con il Padre, la stessa comunione, la stessa intimità. Il Pastore sta raccogliendo quelle che non erano del suo ovile. Io e te non eravamo del Suo ovile, ma per mezzo di Gesù il Suo Figliuolo oggi Gli apparteniamo . Non sentirti abbandonato, Dio è al tuo fianco, sei del Suo gregge. È un privilegio ascoltare la voce del Pastore e ubbidirgli, entrare per quella porta, essere raggruppati, godere delle Sue cure amorevoli ed essere teneramente cibati e dissetati. Quando sei stanco, quando non hai forze sappi che il Buon Pastore sarà al tuo fianco, saprà rialzarti e consolarti. Il gregge del Signore è sparso in ogni angolo della terra, ma è sempre sotto il Suo sguardo vigile perché Egli vuole che nessuno se ne perda. Forse stai vivendo un momento di isolamento, non temere perché il buon Pastore ti ha visto ed è pronto a raggrupparti insieme alle altre. Ricordati per te Gesù ha dato la Sua vita affinché potessi appartenergli “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16) In Luca 12:32 è scritto : “Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.” Che consolazione sapere che un giorno saremo raccolti nella Sua gloria, chi da Oriente e che da Occidente faremo parte del vero e unico gregge del Signore. “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?” (Romani 8:35)  Non temere non aver timore Dio ci ama, il Suo potere è nel cielo e sulla terra.
(Caracciolo Raffaele)

11 marzo 2020


Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà. Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti. [Pausa]
(Salmo 46:1-3)
Per un attimo immaginiamoci questa scena apocalittica. La terra nel caos, terremoti, maremoti, manifestazioni dolorose e terrificanti. I sentimenti umani e le emozioni che prendono il sopravvento ed in preda al panico si griderebbe contro Dio, dicendo: “Non c’è Dio!” (Salmo 10:4). Il salmista inizia questo salmo non in preda alla paura, ma con una netta certezza nel suo Dio, “Dio è per noi un rifugio e una forza , un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” E’ importante avere una giusta visione delle cose, gli uomini che non hanno speranza nel Signore vedono solo sciagure e morte, terrore e sofferenza, disperazione e solitudine, ma il salmista è pieno di fede. Anche lui vede lo sconvolgimento della terra ma, in primis, vede il suo Signore come rifugio, come forza e come aiuto. Stamattina non guardarti intorno dicendo disperatamente per me non c’è speranza. Poniti davanti al Signore e chiedigli perdono, Cristo Gesù è Colui che ti riconcilia a Dio per mezzo della Sua morte e resurrezione. Allora anche gli occhi tuoi si apriranno ad una visione diversa delle cose, Egli ti mostrerà la Sua presenza, ti farà sentire al sicuro e ti dirà “Non temere” (Lamentazioni 3:57)
(Caracciolo Raffaele)

10 marzo 2020




La gioia della prova
Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti. 
(Giacomo 1:2-4)

Sono dei versi forti, sembra che Giacomo voglia infierire contro coloro che attraversano delle prove esortandoli ad avere una grande gioia. Sappiamo che non è proprio così. Giacomo stava scrivendo a dei Giudei convertiti a Cristo e che vivevano fuori dal territorio d’Israele, per loro era un periodo di prova essendo lontani dalla fratellanza. Il credente non è immune da prove e tribolazioni, anche Gesù diceva: “Nel mondo avete tribolazioni, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33) I credenti possono beneficiare dei vantaggi prodotti dalla prova della fede: la costanza, la perfezione, la completezza. La fede attiva non incoraggia la religiosità, non stimola l’attivismo, ma aiuta a crescere e maturare nella conoscenza di Dio. I fedeli dell’era apostolica a motivo delle prove (persecuzioni, oppressioni, soppressioni, malattie ecc…) crescevano nella conoscenza di Cristo piegando con gioia i cuori alla volontà del Signore. Oggi come allora tutti siamo tribolati, forse per alcuni non è grave e persistente, ma come tutti quelli che ci hanno preceduti siamo e saremo afflitti da svariate prove. Facciamo nostre le parole di Giacomo “Considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate.” Dio ci benedica!
(Caracciolo Raffaele)

09 marzo 2020


3

[10:56:01] :

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“Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.”
(Atti 24:16)

Che bell’esempio e che lezione possiamo trovare in questa dichiarazione dell’apostolo Paolo nella sua testimonianza davanti al governatore Felice! Viviamo in un mondo disonesto e ingiusto. Questo diventa fin troppo evidente nella nostra vita quotidiana, particolarmente nel mondo degli affari, dove, attraverso bugie e inganni, vengono fatti accordi per ottenere i maggiori profitti. Come dovremmo comportarci in quanto cristiani in tali circostanze? Per rispondere a questa domanda, ricordiamo per prima cosa a noi stessi quale è lo scopo finale della nostra vita. Noi non siamo su questa terra per guadagnare mucchi di soldi, ma per glorificare Dio nella vita di tutti i giorni. Dobbiamo avere questo in mente nel nostro posto di lavoro, così da non essere influenzati dalla sete di profitti del mondo. Il versetto di oggi è un ulteriore aiuto: facciamo in modo che noi tutti possiamo avere una “coscienza pura” davanti a Dio e agli uomini. Siamo giusti e onesti al lavoro, anche se il nostro capo e i nostri colleghi agiscono diversamente. Potrà capitare di avere degli svantaggi come risultato. Ma cosa è questo se comparato con la gioia di vivere in armonia con Lui? Una coscienza pura non ha più valore di ricchezze e successo nel mondo? Possiamo essere sicuri di questo: se onorare Dio è la nostra priorità, Egli si prenderà cura di noi. “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

07 marzo 2020



“C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma finisce con il condurre alla morte.”
“Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre.”
(Proverbi 16:25; Giovanni 14:6)

Molti anni fa, quando la penisola superiore del Michigan era praticamente disabitata, due uomini partirono per raggiungere un nuovo campo minerario. Una mattina d’inverno iniziarono quella che speravano sarebbe stata la fase finale del loro viaggio. Durante la notte la neve caduta aveva quasi cancellato le tracce dei precedenti viaggiatori, eppure essi partirono fiduciosi. Più avanti andavano, più densa diventava la foresta attraverso cui stavano passando, così non potevano orientarsi attraverso il sole. Nonostante ciò continuarono, anche se in qualche modo preoccupati. Immaginate il loro sollievo quando incrociarono delle orme fresche nella neve. Due uomini li avevano da poco preceduti. Rassicurati, affrettarono i loro passi e dopo un’ora si sentivano sicuri di essere quasi vicini alla loro destinazione. Ma la luce del giorno stava diminuendo, e il campo non era in vista. Un’ombra si mosse rapidamente di fronte a loro, istintivamente misero le mani sui loro fucili. L’ombra, o piuttosto l’indiano, disse in un inglese elementare: “Uomini bianchi persi sul sentiero della morte”. In questo modo loro realizzarono il loro errore; le tracce che avevano seguito erano le loro, avevano girato in tondo! Quanti agiscono come loro, sperando di raggiungere il cielo affidandosi al proprio giudizio! Se questo è proprio il tuo caso, evita questa trappola mortale e segui l’unica Via per giungere lì: Gesù Cristo!
(Tratto da "The Good Seed" tradotto da Fasanella Grazia)

05 marzo 2020



Le case degli Egiziani saranno piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto. Ma in quel giorno io risparmierò la terra di Goscen, dove abita il mio popolo; lì non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, il SIGNORE, sono in mezzo al paese. Io farò distinzione tra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo"». Il SIGNORE fece così: vennero grandi sciami di mosche velenose in casa del faraone, nelle case dei suoi servitori e in tutto il paese d'Egitto. La terra fu devastata dalle mosche velenose.
(Esodo 8:21-24)

20 gennaio 2020




Isaia 64:12
Davanti a queste cose te ne rimarrai impassibile, o SIGNORE?
Tacerai e ci affliggerai fino all'estremo?


La domanda viene spesso ripetuta: “Perché Dio resta in silenzio se Egli realmente esiste? Perché permette tutte le ingiustizie e tutte le guerre che ci sono nel mondo? Perché permette che succedano incidenti e catastrofi?” Molte persone hanno queste domande e questi dubbi.
Dio, comunque, ha parlato e possiamo udire ancora la sua voce oggi. “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.” (Ebrei 1:1,2)
Sebbene pochi prendevano sul serio gli avvertimenti dei profeti ai tempi dell’Antico Testamento, Dio non cessava di parlare. Poi Cristo, il Figlio di Dio, venne sulla terra. Il fatto stesso che Dio ha mandato Suo Figlio nel mondo è di per sé un potente sermone. Dio stava preparando un’offerta finale affinché le persone si convertissero a Lui. Gesù parlava le “parole di Dio” e “Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo” (Giovanni 3:34; II Corinzi 5:19).
Ma gli uomini rifiutarono il Salvatore Gesù Cristo. Egli fu inchiodato ad una croce e cacciato fuori dal mondo di conseguenza tenebre, miseria e infelicità sono rimasti nel mondo. Quindi, a chi va il rimprovero, a Dio o all’umanità? Nondimeno Dio ha provveduto una via d’uscita ad ognuno, Egli ha dato, a chi riceve Suo Figlio Gesù Cristo, “il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1:12).
Chiunque crede in Gesù è salvato, diventa un figlio di Dio, conosce suo Padre anche se non può sempre comprendere le Sue Vie. Cristo così rimane la chiave per comprendere Dio. Dio che parla attraverso Suo Figlio è la risposta a tutte le nostre domande.
( Tratto da "The Good Seed" Tradotto Fasanella Grazia)

13 gennaio 2020


Isaia 63:9

In tutte le loro angosce.
Non fu un inviato, né un angelo
ma lui stesso a salvarli;
nel suo amore e nella sua benevolenza egli li redense;
se li prese sulle spalle e li portò tutti i giorni del passato;


Ad un chirurgo fu chiesto una volta quale fosse stato l’intervento più importante che avesse eseguito. Il dottore ci pensò su un momento, ne poteva ricordare molti che avevano richiesto tutte le sue capacità.
Poi ne raccontò uno che era stato particolarmente significativo per lui, ma per una ragione completamente diversa.
La probabilità di sopravvivenza della sua giovane paziente era solo del dieci per cento. La ragazza era così debole e fragile. Mentre la stavano preparando per l’anestesia lei disse: ”Dottore, io prego ogni sera prima di andare a dormire, mi piacerebbe pregare anche ora”. Il dottore le diede il suo permesso e, poiché in quel periodo lui stesso aveva delle difficoltà che lo rendevano infelice, le chiese di includerlo nella sua preghiera. La ragazza chiese a Gesù, il Buon Pastore, di proteggere il Suo agnello e di esserle vicino nelle tenebre e concluse con le parole: “E benedici il dottore!” Disse poi al chirurgo “Non ho paura perché Gesù mi ama e mi porterà attraverso questa operazione”.
Profondamente toccato da questa certezza di fede il chirurgo stesso pregò silenziosamente. Egli sentì che, affinché la vita della ragazza potesse essere salvata, la sua mano avrebbe avuto bisogno della guida di Dio. La giovane sopravvisse a quell’operazione. Il chirurgo sapeva che quel giorno aveva ricevuto capacità speciali.
Egli concluse il suo racconto con queste parole: “Quella ragazza mi ha insegnato che Gesù sicuramente mi porterà attraverso i miei problemi se metto tutto nelle Sue mani!”.

(Tratto da "The Good Seed" tradotto da Fasanella Grazia)

11 gennaio 2020



Salmo 45
Mi ferve in cuore una parola soave;
io dico: «L'opera mia è per il re;
la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore».
Tu sei bello, più bello di tutti i figli degli uomini;
le tue parole sono piene di grazia;
perciò Dio ti ha benedetto in eterno.
Cingi la spada al tuo fianco, o prode;
vestiti della tua gloria e del tuo splendore.
Avanza maestoso sul carro,
per la causa della verità, della clemenza e della giustizia;
la tua destra compia cose tremende.
Le tue frecce sono acuminate;
i popoli cadranno sotto di te;
esse penetreranno nel cuore dei nemici del re.
Il tuo trono, o Dio, dura in eterno;
lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.
Tu ami la giustizia e detesti l'empietà.
Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d'olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni.
Le tue vesti sanno di mirra, d'aloe, di cassia;
dai palazzi d'avorio la musica degli strumenti ti rallegra.
Figlie di re sono fra le tue dame d'onore,
alla tua destra sta la regina, adorna d'oro di Ofir.
Ascolta, fanciulla, guarda e porgi l'orecchio;
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre,
e il re s'innamorerà della tua bellezza.
Egli è il tuo signore, inchinati a lui.
E la figlia di Tiro ti porterà regali,
e i più ricchi del popolo ricercheranno il tuo favore.
Tutta splendore è la figlia del re,
nelle sue stanze;
la sua veste è tutta trapunta d'oro.
Ella sarà condotta al re avvolta in vesti ricamate;
seguita dalle vergini sue compagne,
che gli saranno presentate;
saranno condotte con gioia ed esultanza;
ed esse entreranno nel palazzo del re.
I tuoi figli prenderanno il posto dei tuoi padri;
li farai prìncipi su tutto il paese.
Io renderò celebre il tuo nome per ogni età;
perciò i popoli ti loderanno in eterno.

02 gennaio 2020

Salmo 150

Lode suprema a Dio

Alleluia.
Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nella distesa dove risplende la sua potenza.
Lodatelo per le sue gesta,
lodatelo secondo la sua somma grandezza.
Lodatelo con il suono della tromba,
lodatelo con il saltèrio e la cetra.
Lodatelo con il timpano e le danze,
lodatelo con gli strumenti a corda e con il flauto.
Lodatelo con cembali risonanti,
lodatelo con cembali squillanti.
Ogni creatura che respira,
lodi il SIGNORE.
Alleluia.

Atti 2 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di ...